Il serio problema dell’intolleranza al lattosio

mungitura

 

Ti avvicini fischiettando alla stalla. Indossi un corto camice rosa con colletto e risvolti bianchi, guanti e stivali di gomma in tinta. Camminando, lasci dondolare un secchio di ferro zincato.

Arrivi vicino al giaciglio di paglia su cui dormo e mi dai un colpetto con la punta del piede per svegliarmi. Mezzo addormentato, giro la testa verso di te.
“E’ l’ora della mungitura, Vacca. Tirati su.”
Visto che ho difficoltà a riprendere contatto con la realtà, ci pensi tu con le maniere spicce: mi afferri per i capelli e mi tiri su, apri il camice e mi premi la fica sul naso.
La reazione è immediata: erezione pulsante e sono completamente sveglio e con l’acquolina in bocca.
Sollevo il culo, e rimango con le mani appoggiate alla mangiatoia. Accanto a me, ci sono cinque vacche. Vacche vere, intendo, legate anch’esse con grosse catene.
Sistemi lo sgabello accanto a me, tiri fuori dalla tasca un plug – rosa, ovviamente – e me lo spingi nell’ano senza tanti complimenti. Ti siedi e porti il secchio sotto al mio ventre.
Mi afferri il cazzo con la mano destra e cominci a segarmi o, per meglio dire, a mungermi. Sei di buon umore, ma impaziente: mi accarezzi la schiena, come fai anche con le altre bestie, e mi pizzichi un capezzolo (questo, invece, alle altre bestie non lo fai).
Sento il cazzo strattonato verso il basso sempre più forte. Quando mi ordini, perentoria, di sborrare, mi aggrappo alla mangiatoia per non franare a terra e sborro, senza poterti resistere.
La tua mano rallenta, dando gli ultimi colpi, mentre il tuo sguardo esperto valuta quanto c’è nel secchio.
Mi sistemi la colazione davanti e, mentre mangio, vai a mungere le altre vacche con la mungitrice.
Ogni volta che la vedo ho un tuffo al cuore, pensando con sgomento a cosa succederebbe – o meglio, cosa succederà – quando deciderai di usarla su di me.

Finito di sistemare le “colleghe”, torni a occuparti di me.
“E adesso, Vacca: seconda mungitura!”
Mi sfili il plug dal culo. Indossi uno strapon – rosa – ti posizioni dietro di me e spingi lentamente, fino a farmelo entrare tutto dentro. Le mani sui miei fianchi, mi possiedi con foga, come se dovessi sfogarti di un sovraccarico di testosterone. Lasci andare degli schiaffoni sonori sulle mie natiche, affondando lo strapon fino a sbattermi la fica sul culo. Di tanto in tanto, ti aggiusti una ciocca di capelli ribelle con il dorso della mano.
Continui a stantuffarmi dietro. Mi passi una mano sotto al ventre e mi afferri il cazzo con la mano guantata.
Mi seghi energicamente, fino a farmi sborrare di nuovo nel secchio. Giacché ci sei, continui a montarmi fino a raggiungere l’orgasmo, abbandonandoti sulla mia schiena.
Faccio fatica a reggere il tuo peso e i tuoi colpi. Mi chiedo dove trovi tanta forza un corpo tutto sommato più piccolo del mio. Sei piuttosto piccolina, sebbene muscolosa. Capelli biondi corti, se si esclude un ciuffo in cima.

Ti sfili, riponi lo strapon e ti sistemi il camice. Mentre raccogli il secchio, si sente il rumore di un’auto che si avvicina. La ghiaia del cortile scricchiola sotto i grossi pneumatici del SUV.
Si apre la portiera. Vedo fuoriuscirne una gamba interminabile, in fondo alla quale c’è una scarpa rosso vivo con un tacco altissimo.
Quando viene fuori Magda, l’accogli con un urletto di gioia. Vi abbracciate e vi baciate sulle guance.
Entra con te nella stalla. Mi guarda: “E’ nuovo?”
“Beh, da quando ho scoperto di essere intollerante al lattosio, mi sono dovuta rassegnare a un surrogato. Il latte di soia fa schifo. Non darei niente a base di soia neppure alle mie bestie. Quindi …”
Magda mi sfiora il culo e mi soppesa il pacco, come se davvero fossi una bestia a una fiera.
Guardare quelle gambe, però, mi ha inaspettatamente eccitato di nuovo. Ho il cazzo duro, anche se mi fa male. Un po’ mi vergogno di far vedere di essermi arrapato per una donna che non sia tu, la mia padrona.
La cosa non ti sfugge: “Guardala, la mia Panna, si è eccitata ancora! Forse oggi si può fare una terza mungitura!”
“Panna? Che razza di nome …” Magda ride sonoramente. “Come mai un nome così bizzarro?”
“Perché la sua vita ha un senso solo quando viene montata. Come la panna!”
Ridete di nuovo insieme.
Magda guarda lo strapon: “Posso provarlo?”
“Fai pure, accomodati! Intanto mi preparo per mungerlo.”
Quando sento la punta di gomma puntarmi sull’ano, sono costretto – data l’altezza di Magda – a sollevarmi sulla punta dei piedi. Spinge, senza riguardo, riempendomi di nuovo il culo.
I suoi colpi poderosi rischiano ogni volta di farmi franare a terra. Faccio una fatica immane per reggermi in piedi.
Gemo a ogni botta che ricevo. Tu mi mungi, intanto, puntando il cazzo verso il secchio. La mani di Magda ferme sui miei fianchi sono quasi rassicuranti. Mi fotte senza dar tregua al mio povero culo.
Mi porti di nuovo all’orgasmo, facendomi sborrare nel secchio. Dopo l’ultimo strattone al cazzo, posi il secchio e baci Magda sulla bocca.
Continuate a baciarvi mentre mi monta ancora. Le sbottoni la camicetta e le mordi i capezzoli.
Anche lei gode, dando un estremo colpo di reni che mi fa cadere sulle ginocchia, lasciando fuoriuscire lo strapon.
Raccogli il secchio e vi allontanate tenendovi per mano.
“Hai fatto colazione?”
“Non ancora …”
“Allora la facciamo insieme, dai!”

Ansimando, crollo sul mio pagliericcio.

128 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. lamelasbacata
    Feb 14, 2016 @ 14:16:28

    Tu sei matto! 😀

    Rispondi

  2. Laura
    Feb 14, 2016 @ 14:32:19

    😀 buona domenica, 😉

    Rispondi

  3. ysingrinus
    Feb 14, 2016 @ 14:44:25

    Lo dico sempre anch’io che il latte di soia fa schifo!

    Rispondi

  4. alidivelluto
    Feb 14, 2016 @ 15:12:27

    e complimenti per la resistenza! tre “mungiture” di fila forse a 16 anni! eheheh

    Rispondi

  5. m3mango
    Feb 14, 2016 @ 15:25:55

    Tu sei un genio, ma forse te l’ho già detto!!!

    Rispondi

  6. agatagrop
    Feb 14, 2016 @ 18:40:05

    Che vacca 😛

    Rispondi

  7. Principessa70
    Feb 15, 2016 @ 08:31:23

    questo è niente rispetto a quanto devono davvero sopportare le vacche da latte: ingravidate artificialmente, fatte partorire e dopo due/tre ore le strappano il vitello, che se maschio finisce al macello, se femmina avrà lo stesso destino della madre, riempite di ormoni e munte tre volte al giorno, alla fine crepano per sfinimento. OOPPS scusa l’Off Topic.

    Rispondi

  8. kikkakonekka
    Feb 16, 2016 @ 08:57:48

    Per fare tripletta ormai a me serve un intero week-end.
    Lungo.
    Il week-end, intendo.

    K!

    Rispondi

  9. blurredlines2016
    Feb 17, 2016 @ 00:11:20

    ma uffa da ragazza sono andata due volte in una stalla ma mai ho visto tutta sta roba ..ma che cavolo..

    Rispondi

  10. alessialia
    Feb 17, 2016 @ 11:05:20

    ammazza oh… uno stallone… e che azzarola… tre mungiture. quindi, ricca colazione…? che zozzeria pero!

    Rispondi

  11. blurredlines2016
    Feb 17, 2016 @ 16:24:29

    che manicomio in questa stalla …non so dove rispondere ..no no protagonista sempre ..no no ..amo un altro ruolo e tanto..che poi non è un ruolo è la mia vera parte del mio essere

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  12. Please Another Make up by lellaj1005
    Feb 20, 2016 @ 22:58:46

    Accidenti… t sei impegnato

    Rispondi

  13. pattykor122
    Feb 24, 2016 @ 14:35:29

    Tu sei impressionante Porno! Offri pure la scelta sul latte, io sono fortemente intollerante al lattosio e pure a quello di soia , che faccio?

    Rispondi

  14. gianni
    Mar 09, 2016 @ 21:21:00

    Eh, questo post me l’ero proprio perso… 😀

    Rispondi

  15. Xersex2009 (@Xersex2009)
    Apr 19, 2016 @ 12:57:32

    i maschi hanno proprio tutto, anche il latte, molto buono da bere!!!

    Rispondi

  16. Xersex2009 (@Xersex2009)
    Apr 19, 2016 @ 12:58:42

    ovviamente i maschi sono – secondo me – quelli che meglio possono apprezzare il loro latte!!!

    Rispondi

  17. niphus
    Apr 23, 2016 @ 22:26:45

    Sei completamente fuori. Come un balcone hahahaha

    Rispondi

  18. pornoscintille
    Apr 24, 2016 @ 09:08:59

    E’ gelosa? 😛

    Rispondi

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