Poltrona presidenziale

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Fra tutte le scelte possibili, questa è stata la peggiore: infilarmi sotto la scrivania quando ho sentito che stava arrivando tuo marito in ufficio.
Non stavamo facendo niente di male, parlavamo soltanto di musica. Ti stavo spiegando chi è Arthur Lee dei Love. Evidentemente, però, siccome entrambi stavamo pensando ad altro, quando tuo marito ti ha annunciato con un messaggio che stava salendo in ufficio, ci siamo sentiti in colpa come se – quell’altro a cui stavamo pensando – lo stessimo facendo davvero. Mi sono inginocchiato per accedere alla tua scrivania, e tu, come se fosse la cosa più ovvia, mi hai fatto strada, facendo scorrere la poltrona sulle rotelle.
Hai ripreso posizione, immergendomi nel buio, e ti sei messa a digitare chissà che.
La tastiera aveva quel suono erotico che hanno quando i tasti hanno un eccellente feedback. Mi sono tornate alla memoria le costose tastiere di Olivetti e di IBM, con i tasti ben definiti, dal suono accattivante.
Fa caldo.
Faceva già caldo mentre ti stavo di fronte, in piedi.
Figuriamoci adesso che ho il naso a due centimetri dal tuo stinco più alto, quello della gamba accavallata sull’altra.
Sarà suggestione sentire l’odore del tuo corpo, della tua pelle, della tua fica?
Tuo marito, intanto, è entrato nella stanza e state mettendo a punto dei problemi da risolvere urgentemente per l’azienda.
Mi sento come uno dei personaggi di Poe, quando parlava di “spirito di perversità”: fare la cosa che il buonsenso sconsiglia di fare, mentre ti sfilo la scarpa e ti bacio il piede.
La frase che stavi pronunciando ne esce strozzata. Allo sguardo interrogativo che tuo marito deve averti rivolto, rispondi con: “Uscendo, passa a comprare il pane: mi sono appena ricordata che siamo rimasti a secco”.
Grugnisce un’affermazione, disturbato dal fatto che una simile inezia possa averti distratta dai seri problemi che ti stava esponendo.
Ti prendo il piede in mano e continuo a baciarlo. Piccoli, lievi baci sul collo.
Poi sulle dita. Giacché ci sono, infilo la lingua fra le dita e mi faccio scivolare l’alluce in bocca, succhiandolo.
Avverto la tensione del tuo corpo, i muscoli delle tue gambe irrigidirsi e la tua posizione sulla sedia farsi scomoda.
Succhio tutte le tue dita, partendo dall’alluce per arrivare al mignolo. Te le spompino una per una.
Sempre con il piede posato sul palmo della mia mano, ti lecco lo stinco, lo bacio. Faccio scivolare le labbra verso l’alto.
Come per aggiustarti sulla sedia, scavalli le gambe, tenendole tuttavia ben strette.
Le mie labbra sono ormai sul tuo ginocchio. Infilo la lingua fra le ginocchia e spingo, come se potesse farsi strada fra di esse.
Non ti sento parlare, ti limiti ad ascoltare il maritino saccente.
Miracolo: le tue gambe si allargano davvero! Come se la mia lingua fosse un cuneo che si fa strada con la forza fra le tue ginocchia. Quando la mia bocca arriva a contatto con la parte interna delle tue cosce, così morbida, così liscia, ho la fronte imperlata di sudore. Sento il sudore scorrermi ovunque, lungo la schiena, sotto le ascelle …
Mi puntello con le mani sulle tue cosce, e mi avvicino alla tua fica, ancora nascosta dagli slip.
Sono avvolto dall’odore della tua eccitazione che, di riflesso, mi procura un’erezione che mi costringe ad aggiustare il cazzo nei calzoni.
Arrivo ad annusartela, la sfioro col naso, poi con le labbra, baciandola attraverso la stoffa.
Non posso vederti, ma immagino che tu stia friggendo sulla sedia.
Incominci a dare segni di insofferenza verso le questioni di vitale importanza che il tuo marito e socio ti sta enunciando. I tuoi mugolii di impazienza, per fargli capire che adesso hai altro da fare nella speranza di procrastinare le cosucce di cui ti sta parlando.
Dal tono della sua voce – non sono molto attento a quello che dice – capisco che si sta innervosendo e che potrebbe venirne fuori una scenata da un momento all’altro.
Infilo indice e medio sotto l’elastico e sposto gli slip. Ti bacio la fica. La annuso, mi riempio i polmoni della tua eccitazione. Intingo la punta della lingua fra le labbra, deglutendo, poi, per ingoiare quanto raccolto.
Ti bacio il clitoride, me lo lascio scivolare in bocca e lo succhio. Infilo ancora la lingua fra le labbra, dall’alto in basso e viceversa. Vedo le tue braccia rigide, con le mani aggrappate ai braccioli della poltrona di pelle modello presidenziale.
Quando ti afferro il clitoride fra gli incisivi, hai quasi un balzo e le tue cosce si stringono intorno alla mia testa.
Nonostante sembri tutto il contrario, avverto il tuo potere, il tuo controllo sulle mie azioni e mi eccito ancora di più. Apro la zip dei jeans e libero il cazzo che mi faceva male da un pezzo. Afferro il tuo piede nudo e lo porto fino a sfiorarlo, per fargli avvertire la sua presenza.
Appena lo senti, me lo premi contro l’addome, muovendo il piede in su e in giù.
Dalla tua fica, sto ormai bevendo la tua eccitazione che scorre come un fiume.
La mia lingua te la spazza: aperta, va su e giù, poi si infila fra le labbra, la spingo come se volersi scoparti con la punta. Ci infilo il naso.
Hai un sobbalzo.
Ti giustifichi in qualche maniera. Tuo marito non ne può più: finalmente s’incazza, ti manda a quel paese e se ne va, minacciando di fare tutto da solo e a modo suo.
Esce sbattendo la porta.
Non si è ancora attutito l’eco del colpo che le tue cosce si aprono completamente, la tua mano s’infila sotto la scrivania, si posa sulla mia nuca e mi spinge con decisione, con violenza, quasi, contro la tua fica, mandandomi in apnea.
Sono costretto ad aprimi un varco puntellando le mani sulle tue ginocchia, anche se serve a poco, tanta è la forza con cui stringi.
Il tuo piede, intanto, non dà tregua al mio cazzo: il palmo scivola su e giù, spremendolo, più che segandolo.
Ogni gesto, tuo o mio, non fa che rilanciare, come in un’ideale partita a poker, fino a farci perdere del tutto il controllo. Ormai gemi senza pudore. Se entrasse qualcuno adesso, lo ignoreresti: rimarresti lì, gambe larghe, occhi chiusi e mano sotto la scrivania, contro la mia nuca.
Incollo la bocca alla tua fica come una ventosa: la aspiro, la succhio, e poi la bacio ancora e la lecco. Il tuo bacino scivola in avanti, offrendomi le tue fessure. Riesco, adesso, a lambirti l’ano con la punta della lingua, dopo aver accarezzato il perineo.
Torno ancora alla fica, come se avessi fiutato il sangue della preda e non potessi mollarla per nessuna ragione al mondo. Il tuo orgasmo arriva improvviso.
Talmente improvviso che il tuo bacino si solleva, sbattendomi sui denti e facendomi sbattere la testa sotto il piano della scrivania.
Stoico, non mollo la presa, con le labbra attaccate al tuo clitoride gonfio, finché non sento che l’onda si affievolisce. Soffochi un urlo fra le mani, che hai provvidenzialmente portato alla bocca.
Il tuo piede dimentica il mio cazzo. Giustamente, penso.
Ma giustamente un cazzo, anche. Lo afferro e ce lo riporto sopra, mentre il tuo respiro tende a tornare regolare. Mi spingi indietro, con l’altro piede sul viso.
Ma non mi allontani, è solo per dare tu il ritmo sul mio cazzo.
Ti lasci scivolare giù, fino ad affacciarti e lasciarmi intravvedere il tuo viso da sotto la scrivania.
Mi guardi fisso negli occhi e, seria, mi dici: “Da qui non esci più.”

44 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. wutternach
    Ott 12, 2015 @ 15:33:20

    Poi dicono che rimangono incollati alle poltrone… Ecco perché!

    Rispondi

  2. m3mango
    Ott 12, 2015 @ 18:51:53

    Bellissima e ci sono riferimenti stupendi.

    Rispondi

  3. agatagrop
    Ott 12, 2015 @ 18:53:03

    Il palmo del piede? Mi ricorda un altro tuo racconto 🙂

    Rispondi

  4. gigifaggella
    Ott 13, 2015 @ 09:33:11

    hai una dote innata, non c’è che dire…non ci si stacca dai tuoi racconti… 😉

    Rispondi

  5. pattykor122
    Ott 14, 2015 @ 14:44:37

    Servono anche a questo le poltrone…alla fine bella conclusione però eh ? Una minaccia velata o una dolce promessa? Bravo

    Rispondi

  6. manutheartist
    Ott 25, 2015 @ 09:32:11

    Ehm…che caldo…

    Rispondi

  7. deniseminisgallo
    Nov 19, 2015 @ 18:37:01

    Scrivi cose che ti capitano,che vorresti accadessero o immaginazione??Wow comunque….e stupendo il modo in cui scrivi!

    Rispondi

  8. blurredlines2016
    Feb 19, 2016 @ 21:35:59

    accattivante..bello…riesci a descrivere desiderio voglia …e a fare venire fame

    Rispondi

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