Domenica mattina

strapHo fatto un incubo terribile. Sognavo di inculare Bruno Vespa, mentre lui aveva la testa girata verso di me, come una creatura mostruosa. I suoi nei si allungavano per ghermirmi.
Mi sono svegliato in un lago di sudore. Il lenzuolo attorcigliato intorno al corpo, con cui lottavo per liberarmi. Aperti gli occhi, l’incubo non era ancora finito: mi sono accorto che il sogno mi aveva procurato un’erezione. Il mio cazzo campeggiava in mezzo al corpo, quasi fiero di quello che stava facendo mentre dormivo.
Un sapore amaro mi ha riempito la bocca, mentre stentavo a riprendere contatto con la realtà.
Volgendo la testa in giro per la stanza, ho notato la tua rassicurante presenza. Indossavi reggiseno e reggicalze. Un piede posato su una sedia, stavi tirando su la seconda autoreggente, dandomi le spalle.
“Che sogno del cazzo!” ho detto, spostandomi verso di te.
Hai girato la testa verso di me: “Seh, chissà che sognavi, porcone: guarda là!”, accennando col mento verso la mia erezione.
Mi sono alzato e ti sono venuto alle spalle. Ti ho baciato i capelli, strusciando il cazzo contro il tuo culo. Ti ho infilato una mano fra le cosce, trovandoti bagnata. “E tu, a chi pensavi, a Brad Pitt?”
“Certo, sai quanto mi piace!”. Non è vero, non manchi mai di ripetere quanto non ti piacciano i tipi “lavatini” come lui. Che poi, dopo tanti anni, non sono sicuro di aver capito cosa intendi con quel neologismo oscuro.
Già che ci siamo, entrambi arrapati, ti spingo il cazzo nella fica, che scivola quasi risucchiato. Ti poggio le mani sui fianchi e muovo il bacino. Mi godo lo sbattere delle palle contro il tuo culo. Ti appoggi con le mani al comò, spingendo il culo verso di me. Ti bacio la schiena, infilo il naso fra i tuoi capelli e ti annuso. Mi riempio il naso del tuo odore, del sudore che sale dalle tue ascelle, del profumo lieve dei tuoi capelli appena lavati e del tuo alito senza odore che sembra il più bel profumo del mondo.
Le mie mani salgono lungo i tuoi fianchi, li sfioro col dorso, poi li infilo sotto le ascelle a ti abbranco i seni, infilandole nel reggiseno. Me ne riempio le mani. Ti accarezzo i capezzoli, li premo con i polpastrelli, poi giro intorno alle areole dopo essermi leccato gli indici.
Ti sento un po’ rigida, fatto che contrasta con la tua eccitazione di prima. Non so a cosa attribuirlo, ma ormai non sono più in grado di capire alcunché: il mio bacino spinge e il cazzo stantuffa nella tua fica a un ritmo forsennato. Le mani aggrappate ai tuoi seni, il naso fra i tuoi capelli, la corsa del mio bacino è sempre più corta e rapida. Ti sento gemere. Reclini la testa contro di me. Non sono sicuro che sia un orgasmo, ma il mio arriva lo stesso, trascinato dall’idea di venire insieme.
Resto appeso al tuo corpo, mentre ansimo ancora forte, e mentre si affievolisce l’onda di piacere che mi travolge.
Mi accarezzi il viso e mi baci. Poi scivolo sul letto, a pancia in giù.
Mentre riprendo fiato, guardo nello specchio dell’armadio che ho di fronte. Il naso fra le lenzuola ancora umide del mio sudore – mi torna alla memoria lo schifoso sogno di poco fa – ti vedo finalmente in viso, mentre ti giri.
Il mio sguardo scende lungo il tuo corpo, lungo i tuoi meravigliosi seni su cui ancora vedo i segni delle mie mani e poi fa un balzo verso il centro del tuo corpo: uno strapon, un cazzo di gomma legato più su della tua fica. Lo aggiusti, stringendo le cinghie – ora capisco cos’aveva di strano il tuo reggicalze! – e te lo ritrovi sulla fica. Mi guardi il culo.
“Sai qual è stata la prima cosa che mi è piaciuta di te?”
Trattengo il respiro. Provo a scherzare: “il cervello?”.
“No: quel tuo bel culetto da frocio.”
Chiamato direttamente in causa, il mio ano si contrae con forza.
“Rilassati.”
Facile a dirsi. Ho lo sguardo fisso allo specchio. Infili due dita nella fica, prima di coprirla definitivamente, e recuperi una parte del mio sperma. Lo usi per lubrificare il cazzo di gomma.
Non so se sto battendo qualche record, ma sono in apnea da un bel po’. Mi afferri le natiche con le mani, la divarichi e mi ci strusci lo strapon. Lo premi contro il buco. Con una mano mi accarezzi la schiena, con l’altra tieni dritto il cazzo fra le mie chiappe.
“Tranquillo, so cosa faccio.”
Vorrei chiederti come fai a saperlo, visto che con me è la prima volta. Ma penso che una simile domanda in un momento come questo sia la più inopportuna e taccio. Sempre in apnea.
Che i sub si allenino così?
Spingi lenta ma inesorabile. Sento il culo aprirsi a te. Il cazzo è di nuovo durissimo contro il letto e mi fa un po’ male, ma non ho il coraggio di spostarlo per paura di rompere l’incanto.
Non riesco a vedere cosa accade fra le mie chiappe – sebbene ne abbia altri inequivocabili segni dal mio corpo che mi sembra dilatarsi in ogni sua parte – e i miei occhi sono ipnotizzati dal tuo sguardo sereno, deciso che punta sul mio culo. Non riesco a smettere di guardarti gli occhi. Ho la sensazione che non c’è nulla che potrei fare per farti togliere da lì, al punto in cui sei. Spingi ancora e io mi apro di più.
Hai una mano aperta sulla mia schiena, le dita larghe, che ti serve a tenere l’equilibrio mentre mi inculi.
Il tuo strapon è ormai tutto dentro. Gemo, non so se di piacere o di dolore. Non voglio neanche saperlo, voglio solo che duri il più a lungo possibile. Anzi, vorrei che quel cazzo di gomma diventasse di carne e che tu mi montassi selvaggiamente come uno stallone la sua giumenta. La sola idea mi fa venire un brivido.
Col cazzo tutto dentro il mio culo, il tuo baricentro si sposta e non hai più bisogno della mano per sostenerti. Mi accarezzi la nuca mentre mi chiedi, con dolcezza inaudita: “Tutto bene, tesoro?”
“Mgh.” Sollevo il capo per liberarmi dal lenzuolo sulle labbra e riesco ad articolare un sì.
“Sapevo che eri dotato come troia. Non ricordo da quanto tempo penso a questo momento.” Appena taci, il tuo bacino inizia a muoversi per scoparmi meglio il culo. Sembra impossibile, ma sei ancora più arrapata di poco fa. Immagino che sia lo sfregamento sulla tua fica. Un barlume di intelligenza, poi, mi suggerisce che è tutto nella tua testa, che è tutta da lì che parte la tua eccitazione.
Il movimento del tuo bacino diventa una danza. I tuoi seni fluttuano rapendo il mio sguardo.
Gemi sempre più forte. Sembra quasi che il tuo rantolo abbia un timbro maschile. Le tue mani vanno su e giù sulla mia schiena. Una parola esce dalla tua bocca come un mantra: “Troia. Troia. Troia …”
Abbiamo entrambi la sensazione che le tue parole riescano a operare il miracolo di farmi diventare la tua femmina, la femmina del mio maschione che mi incula con forza. Travolto, sborro sul lenzuolo. Non sembri curartene, forse non te ne sei neanche accorta, presa come sei – lo vedo dalla fissità del tuo sguardo sul mio culo – dall’arte inculatrice di cui sembri essere già padrona.
Dall’irrigidirsi delle tue dita sulla mia schiena, dall’entrare delle tue unghie nella mia carne, capisco che stai per godere. Un rantolo animalesco esce dalla tua bocca, mentre un ghigno ti deforma il viso. Vedo una tua mano portarsi a un seno e ti pizzichi con forza un capezzolo.
E urli ancora, definitiva: “Troiaaaaa!”

50 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. m3mango
    Set 25, 2015 @ 15:33:24

    Ahhhh, lo strapon!

    Rispondi

  2. niphus
    Set 25, 2015 @ 16:11:13

    Che schifo…proprio Bruno Vespa…l’antisesso

    Rispondi

  3. agatagrop
    Set 26, 2015 @ 12:15:50

    Troiaaaa

    Rispondi

  4. pattykor122
    Set 27, 2015 @ 07:22:48

    Oddio con quanti ce ne sono ..proprio lui? Bleah!

    Rispondi

  5. "Cippe's"
    Nov 04, 2015 @ 15:18:57

    Certo però che incubo : sognare di incularti Bruno Vespa!! Brrrrr.
    😜

    Rispondi

  6. alessialia
    Nov 20, 2015 @ 12:46:13

    e madò che zozzeria bruno vespa oh!! dopo l’incubo non son riuscita più a leggere serenamente il post… vedi che facevo bene a mandarti I colleghI di elettricismo???

    Rispondi

  7. deniseminisgallo
    Dic 31, 2015 @ 15:01:41

    Io non capisco come facciate a ricordarvi di Bruno Vespa e del sogno, con quanto di stupendo e reale è descritto dopo!!
    I miei complimenti…non solo all’ “atto” o alla tua “maschiaccia” ma anche al modo di scrivere!
    Mi hai rapita,rispecchiandomi su certi versi.
    Baci,LadyD.

    Rispondi

  8. nannà
    Gen 02, 2016 @ 21:55:51

    Tutti ma bruno vespa NOOOOOO, spero che non sia successo realmente…

    Rispondi

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