Fuochi d’artificio

fuochi artificio

I fuochi d’artificio sono bellissimi. Quest’anno il comitato feste ha fatto le cose in grande: sono affacciata al balcone ad ammirare le cascate di luci colorate che illuminano questa calda notte di luglio da almeno dieci minuti. Mi aggiusto il top: c’è un passante che sembra più interessato alle mie tette che allo spettacolo pirotecnico.
Sento i tuoi passi alle spalle. Senza parlare, mi infili una mano nel calzoncino. Le tue dita seguono il solco fra le mie natiche, mi accarezzano l’ano e poi, più giù, la mano si chiude intorno alla mia fica. La sento subito bagnarsi. Sfili la mano e ti sento strusciare il cazzo duro contro il culo. Lo tiri fuori dai pantaloni e me lo strofini fra le cosce. E’ bollente. Lo usi come un pennello per dipingere il mio culo. Inizia a far caldo, da quelle parti.
Il passante – che deve averti visto – ha affrettato il passo verso la piazza e, adesso, sembra essere preso dai fuochi anche lui.
Mi afferri per le ascelle, mi sollevi e mi porti verso il letto. Reclino il capo all’indietro alla ricerca di ulteriore contatto con te: adoro sentirmi così tua, così protetta e, allo stesso tempo usata dalle tue mani. Mi depositi sul letto. Carponi. Mi sfili il top, che sembra così fragile fra le tue manone. Tiri giù il pantaloncino, scoprendomi il culo. Me lo baci. Poi lo lecchi. Alterni baci e leccate dietro le cosce, fra le natiche e sulla schiena. Sento il fruscio dei tuoi abiti che volano sul pavimento.
Ecco. La tua lingua segue la mia colonna vertebrale. Sembri contarne gli anelli. Arrivi fino al collo. Mi sento fradicia fra le cosce, e sembra quasi che la tua saliva sulla schiena possa darmi un po’ di refrigerio. Il tuo cazzo duro mi sbatte sul culo, sulle cosce. Sei sopra di me. Le tue mani mi accarezzano, la lingua continua a leccarmi la schiena. Prendi il cazzo in mano, scopri la cappella e me la strusci addosso, sul culo, fra le cosce, contro la fica. Lo punti sull’ano. Ti fermi, mi vieni sopra, mi afferri forte le tette e me le stringi, pizzicandomi i capezzoli. Chiudo gli occhi per assaporare meglio il contatto con te, come se ogni tuo poro stesse già scopando i pori della mia pelle, toccandoli. Gemo, di piacere e di dolore, mentre le tue mani si stringono ancora di più sui miei seni. I capezzoli, turgidi, mi fanno male. Una tua mano scivola a tormentarmi il clitoride. Mi prendi la fica in mano, come se fosse roba tua. E’ roba tua. Ti stacchi.
Mi afferri le natiche, le divarichi affondandoci le dita. Sento arrivare lo sputo sul mio buchetto insieme al suono che emetti. Il tuo indice inizia a farsi strada, delicatamente. Appena arrivato dentro a metà, lo sfili e spingi dentro il medio. Lo riconosco, il tuo medio, che mi entra dentro fino alle nocche. Insisti, avanti e indietro. Con l’altra mano mi accarezzi la schiena, la fica, il culo. Ho la bocca nel cuscino, le mani che lo arpionano. Sembra quasi che tu voglia continuare così. Sono così eccitata che mi esasperi: “Inculami!”, urlo nel cuscino. Temporeggi ancora, ma solo per il gusto di farmelo ripetere, con maggiore enfasi: “Inculami, basta con quel dito!”
Il dito esce. Ti sento sputare di nuovo. Sul tuo cazzo, stavolta. Il mio corpo è così tuo, ogni mia singola cellula è così tua. Mi sento rilassata ed eccitata al tempo stesso. Sputi ancora. Con l’indice mi spalmi la saliva sull’ano, poi sento la tua cappella bollente premere per entrare. Sono tua. Fottimi il culo. Il tuo cazzo entra gradualmente dentro di me. I miei denti affondano nel cuscino. Credo di averci fatto qualche buco con gli incisivi. Le tue mani si posano sui miei fianchi. Il tuo bacino si muove, avanti, indietro. Ogni molecola del mio corpo ti appartiene. Le stai inculando tutte, possedendo tutte. Ogni affondo è un viaggio. Il tuo bacino che mi sbatte contro il culo, il tuo cazzo che va più a fondo, le tue mani che si stringono più forte sui miei fianchi. Poi scivolano risalendo lungo la mia schiena, fino a fermarsi sulle spalle. Hai più presa, adesso, e il tuo cazzo sembra squartarmi. L’apparire di questa parola alla mia mente, mi suggerisce la prossima cosa da dirti: “Squartami …”
Sembri volerlo fare davvero. Mi monti, poderoso. Il letto cigola sotto i tuoi colpi, le mie stesse ossa sembrano scricchiolare. In uno dei tuoi affondi più violenti – e più graditi – franiamo sul letto.
Col cazzo ancora mezzo dentro il mio culo, non ti scomponi: mi allarghi le natiche e continui a pompare, sempre più forte. Sono tua. Adesso che il tuo corpo aderisce così completamente al mio, ti appartengo. E’ qualcosa che sembra essere ancora più forte del piacere che ricevo dalle poderose stantuffate del tuo cazzo. I tuoi gemiti, sempre più intensi, sono ormai rantoli. Il mio corpo sembra quello di una bambola fra le tue mani, il tuo cazzone mi fotte sempre più forte, sempre più a fondo. Sto perdendo il senso della realtà, sono altrove. In un altrove in cui esisto solo per appartenerti.
“Sborra, riempimi di te …”
Ti rendo furioso. I tuoi affondi sono ormai incontrollati, il tuo bacino mi sbatte addosso con tanta forza che mi mandi in apnea. Senza neanche capire cosa sta succedendo, forse per la fica che struscia sul letto, mentre mi sborri nel culo, godo soffocando l’urlo nel cuscino. Ogni suono scompare sotto il tuo rantolo di piacere nel mio orecchio avido.

14 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. colpoditacco
    Lug 04, 2015 @ 10:07:17

    gran finale per questi fuochi d’artificio…. 🙂

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  2. (b)ananartista SBUFF
    Ago 07, 2015 @ 23:33:38

    rantolante !

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  3. Vivienne La Nuit
    Ago 08, 2015 @ 21:50:01

    I know it’s only “pornstoned” but I like it…troooppo maschile…e verosimilmente femminile! 😉

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  4. alfredhitchcock78
    Ago 23, 2015 @ 14:58:56

    Una splendida scena… nonostante il caldo estivo, fa sempre piacere immaginare situazioni del genere.

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  5. georgeforfun Life's too short to be miserable or serious anymore!
    Ago 24, 2015 @ 16:25:54

    L’ha ribloggato su georgeforfun.

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  6. nannà
    Gen 02, 2016 @ 22:14:57

    Lo squartamento no eh dai….che angoscia xD

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