Qualificazioni

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E adesso, quali palle sceglierai?

Sceglierai quella di cuoio che rimbalza da una parte all’altra del tuo cazzo di monitor da quaranta pollici? Oppure quelle che sto leccando da qualche minuto, finalmente con successo?
Sono in ginocchio davanti a te, fra le tue cosce. La tua intenzione era quella di vedere una stupida partita di qualificazione per non so quale coppa del cazzo – ormai ci sono così tante competizioni che, pur cercando di capirci qualcosa per compiacerti, ho perso il conto – seduto sul divano. Il fuoco che crepita nel camino proietta ombra calde nella stanza. Dev’essere per via del suo calore intenso che ti sei seduto sul divano a guardare la partita senza neppure cambiarti dopo la doccia, con solo l’accappatoio addosso. Ne ho approfittato per inserirmi fra te e lo schermo, fra te e il calcio. Ho incominciato ad accarezzarti le gambe. Hai risposto irrigidendoti, senza nascondere il fastidio. Poi la mia mano è salita fra le tue cosce,, ha sfiorato il tuo cazzo moscio, si è riempita di tutto il tuo pacco, scroto incluso. Ho incominciato a massaggiarti lentamente. Ti ho baciato l’interno delle cosce. Facevo fatica a farti allargare le gambe, ma dopo un po’ di su e giù della mia mano, quando la consistenza del tuo sesso è cambiata, quando da molle è diventato morbido da far venir voglia di masticarlo, ti sei rilassato e ho potuto posarci la testa sopra.
Ho anche dato uno sguardo al televisore, con l’orecchio posato sui tuoi gioielli. Ho preso il pene in mano e l’ho baciato. Ho continuato a farlo fino ad arrivare ai peli del pube. Ormai le tue gambe erano larghe. La mia mano andava su e giù, fino a farlo diventare duro. Bacini dolci ti arrivavano all’interno delle cosce. Sullo scroto.
Mi sono fatta scivolare un testicolo in bocca, l’ho succhiato delicatamente, con dolcezza. Ho sentito il cazzo fare un balzo nella mia mano. L’ho lasciato al suo destino, dedicandomi al perineo. Che ho leccato con perizia, avanti e indietro, andata e ritorno, per poi continuare lungo quel filo di pelle che sembra la cucitura dello scroto, con la punta della lingua. Di nuovo giù, a stuzzicarti il buchetto, e poi ancora perineo e palle. Hai divaricato le gambe. La lingua sotto il tuo scroto, ho ammirato il tuo cazzo vellutato in tutto il suo splendore, le vene pulsanti in rilievo, alzarsi verso il cielo. L’ho afferrato con la mano, muovendola lentamente in avanti e indietro, scoprendo il glande. Ti sentivo ansimare, adesso. La tua testa riversa indietro. Dubito che stessi ancora guardando quella stupida partita. Mi sono tirata su, ti ho baciato ancora la punta del cazzo, l’ho scoperta, ho premuto la lingua nel foro, come per spingerla dentro. Ti ho sorriso, mentre avevi il viso tirato, serio, e l’ho fatto scivolare tutto in bocca, fino alle palle. Con la punta della lingua, ti ho accarezzato anche quelle. Lo sentivo solleticarmi il palato, e arrivarmi quasi in gola. Ho dato ritmo alla mia bocca, succhiando forte. Le mie labbra scivolavano, lasciando striature rosse del rossetto sulla tua pelle. Ho stampato un bacio sulla punta, per poi fermarmi ad ammirare il risultato. Era troppo: mi hai preso la testa fra le mani per indurmi a succhiartelo ancora, ancora più forte. Una mano si è portata alla mia nuca, per spingermi verso di te, per spingermelo tutto in bocca. Era evidente che mi stessi scopando la bocca. Ho trattenuto più volte conati di vomito, quando arrivava in fondo. Ho temuto di soffocare, e alcune lacrime mi sono sgorgate dagli occhi, facendo sciogliere il mascara che, colandomi sulle guance, ha finito per unirsi al rossetto sul tuo cazzo duro.
Mi sono dovuta puntellare con le mani sulle tue ginocchia, pur assecondando il ritmo imposto dal tuo bacino che mi pompava in bocca e dalla tua mano premuta sulla nuca. Mi scopavi la bocca con frenesia, avevo ormai smesso di avere parte attiva nella faccenda. Ti ho sentito gemere più forte, pomparmi in bocca più veloce e poi i fiotti del tuo sperma mi hanno inondato la gola. Quando la pressione della tua mano si è allentata, quando il tuo bacino si è fermato, sono stata io a non mollarti il cazzo, spremendoti le palle per non perdere neppure una goccia della tua sborra.
Quando, poi, l’ho lasciato scivolare fuori dalla bocca, ho deglutito ingoiando tutto, e infine ho leccato le ultime gocce che ne fuoriuscivano, spremendolo fra pollice e indice. Tu ansimavi ancora.

Eppure sono sicura che, se non fosse stato per il calore del camino e per l’accappatoio, non sarei riuscita a mettermi fra te e il calcio.

19 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. wutternach
    Mar 19, 2015 @ 15:54:33

    Sarà stata una competizione minore, di sicuro non Champion’s league 🙂

    Rispondi

  2. colpoditacco
    Mar 19, 2015 @ 16:21:27

    Avrei diverse obiezioni a riguardo…
    1- potevi scriverlo al contrario, saresti stato più avanti e originale 😉
    2- una donna come questa mi sta sulle palle (e non come al protagonista del racconto) perché, mi chiedo, e lo dico da donna ma anche un po’ da tifosa… non può aspettare la fine della partita? È solo un modo di prepotenza per dire “vedi che se voglio la partita non la vedi” ma perché? Perché devo scegliere te o la partita… perché devi “rovinarmi” una casa che mi piace. Io non lo sarei mai…nemmeno se il mio uomo guardasse il cricket. Finita la partita si festeggia o ci si consola! 🙂
    Vabbe’ basta “discorsi seri”… ahahah Comunque stai usando il calcio un po ‘ troppo spesso… ma io apprezzo! 😛

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  3. cristinadellamore
    Mar 19, 2015 @ 17:50:38

    Stasera gioca la squadra del cuore di mia moglie e mi avete dato una bella idea

    Rispondi

  4. italian1986
    Mar 20, 2015 @ 01:13:04

    Bellissimo!

    Rispondi

  5. manutheartist
    Mar 28, 2015 @ 19:08:59

    Non deludono mai o tuoi scritti. 😉

    Rispondi

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