Saldi!

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Sono distrutto. Un intera mattinata dietro di te, come un cagnolino. Anzi, peggio, come un servitore: portare i pacchi, dare consigli – si fa per dire: il mio compito era di assentire – seguirti dietro i tuoi frenetici spostamenti da un negozio all’altro. Camminare camminare camminare …
Sono a pezzi. La parte che soffre di più, però, è il cazzo: duro da ore. A te piace andare in giro senza slip, con quella gonna larga. Anche a me piace vederti, però, averti di fronte al bar mentre accavalli le gambe e mi sorridi malandrina, seguirti mentre il tuo culo mi saltella davanti agli occhi – credo di aver avuto le orbite di fuori come Marty Feldman per ore – venire a dare il mio consenso per OGNI capo intimo che hai provato nei negozi, il tutto senza poterti toccare, mi sta facendo scoppiare.
Arrivati a casa, provo un enorme sollievo. Mi butto sul letto, dopo aver posato i pacchi seguendo le tue rigorose istruzioni, e ti guardo mentre stai pensando a come occupare il tempo che resta di questa giornata di saldi.
Alzi le braccia sopra la testa in un gesto vezzoso che ti rende divinamente bella. In un attimo ho dimenticato tutto il rancore accumulato e ti sto adorando. Anzi, vedere le tue ascelle leggermente sudate mi fa tornare delle energie che non credevo di poter ancora avere. Salto giù dal letto e vendo a ficcarci il naso. Chiudo gli occhi e annuso il tuo prezioso sudore. Sembri godertela: resti immobile a dispensare feromoni. I pantaloni mi scoppiano.
Apro gli occhi, guardo la tua carne lucida di sudore. Alcune goccioline hanno preso forma. Apro la bocca e le raccolgo con la lingua. Ancora, fino a pulirti l’ascella. Non sazio, faccio lo stesso con l’altra.
Davanti allo specchio, ti pavoneggi, giustamente, facendoti aria con la gonna.
“Dio che caldo! Sono tutta sudata.”
E’ troppo: cado in ginocchio ai tuoi piedi. Ti abbraccio le gambe, all’altezza delle ginocchia, stringendole forte. Ci poso la testa sopra, adorante. Te le bacio, le lecco. Scendo fino ai piedi, e lecco anche quelli, senza trascurare la parte superiore delle scarpe. Mi accarezzi la testa, lasciando che la gonna mi ricopra, quando risalgo a leccarti le gambe. Appena allento la presa, ti giri, offrendomi la vista del tuo immenso culo. Non immenso come dimensione, sebbene non sia proprio piccolo, ma immenso per la bellezza e quasi per la sensazione di timore che mi incute. Lo adoro, il tuo meraviglioso culo liscio. Indugio a guardarlo. Bacio le gambe, cercando di rinviare il momento in cui te lo leccherò, come facevo da bambino, quando cercavo di far durare il più a lungo possibile i momenti prima di mangiare il mio dolce preferito. Quando arriva a posare le labbra sulle tue natiche sode, ma allo stesso tempo quasi soffici, mi sembra di svenire. Le accarezzo, le bacio, le lecco. Le allargo, spingendo la lingua verso il centro. Lecco il sudore che si è creato nell’incavo, e finalmente affondo il naso e la bocca fra le tue natiche. Se devo trovare una parola per questo momento, la migliore che trovo è devozione. Sono devoto al tuo culo, in quanto tale e in quanto appartenente a te. Potrei morire, così, con la lingua che ti fruga il buco e il naso stretto fra le tue natiche. Sembri leggermi nella mente, perché stringi i glutei intorno a esso, intrappolandomi quasi.
Le mie mani sfiorano le tue cosce, sul davanti. Ti adoro con tutta la mia essenza, e ti sono grato di poterti leccare il culo. Sono tentato di dirti “grazie, Padrona”, ma mi sento ridicolo a farlo.
Le mani salgono, fino ad arrivare alla tua fica. E’ umida, polposa. Spingo due dita fra le labbra, ti sfioro il clitoride, lo accarezzo con un polpastrello. Annuso il tuo culo, lo lecco, ti lecco il perineo e poi di nuovo l’ano. Sul perineo è scivolata una goccia dalla tua fica. L’afferro con la lingua e la deglutisco come la cosa più preziosa del mondo. Con due dita ti masturbo, la testa affondata dietro di te. Sollevi la gonna, ti giri: vuoi goderti lo spettacolo del tuo maschietto adorante mentre ti lecca la fica. E io non vedo l’ora di farlo, accarezzandoti adesso il culo e le gambe. Lecco il tuo sugo. Gemi appena, mentre ti sfiori i seni attraverso la stoffa. La mia lingua è adesso frenetica: va su e giù fra le labbra, ti lecco il clitoride, te lo succhio come se fosse un piccolo cazzo, il piccolo cazzo della mia grande padrona. Lecco il monte di Venere, l’interno delle cosce, e poi torno fra le labbra. Spingo la lingua dentro. Slinguetto come un cane quando beve. So che ti fa impazzire.
“Bravo, cagnolino, lecca la tua padrona …”
Alzi una gamba e mi posi il piede su una spalla, come a voler stabilire definitivamente i ruoli.
E’ troppo: credo di poter sborrare senza toccarmi, solo realizzando l’idea di quello che sta accadendo. Invece, sono costretto a liberare il cazzo dai pantaloni, essendo diventata intollerabile la pressione contro la stoffa. Tengo lì la mano, accarezzandomelo lentamente, senza smettere di succhiarti la fica grondante.
Il tuo ordine mi arriva sussurrato quanto perentorio: “Non provarci!”
Lascio il cazzo al suo destino e riporto le mani su di te: una sul culo, l’altra sulla coscia che mi tieni sulla spalla. Muovi il bacino verso il mio viso, a un ritmo sempre più frenetico. Mi scopi la faccia.
Mi sbatti la fica sulla bocca, sempre più forte. Nonostante le mie paure, non oso accennare al timore che mi faccia saltare una capsula. Mi posi una mano dietro la nuca, immobilizzandomi fra le tue cosce, mentre praticamente mi sborri in faccia un orgasmo che mi inorgoglisce. Se avessi le labbra disponibili, sono sicuro che avrei un sorriso ebete di soddisfazione, per aver fatto godere tanto la mia padrona.
Qualche minuto dopo, mettendomi due dita sotto al mento, mi fai alzare. “Adesso.”
La tua mano aperta davanti al cazzo, a coppa. L’altra s’insinua fra le mie natiche, mentre mi masturbo. Mi spingi un dito nel culo. “Sborra!”
Non posso fare altro. Finalmente!
Sorridi, mentre mi porti la mano alla bocca per farmi leccare tutto.

16 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. colpoditacco
    Gen 20, 2015 @ 22:36:46

    I tuoi racconti sono sempre…. Woo 😜😜 complimenti!!

    Rispondi

  2. cristinadellamore
    Gen 21, 2015 @ 07:12:33

    Ma non switchate mai?

    Rispondi

  3. "Cippe's"
    Gen 22, 2015 @ 14:09:35

    Wow! 😛 In effetti sarei moooolto curiosa di leggere un tuo racconto dove i ruoli sono invertiti! Chissà cosa riusciresti a tirare fuori. Secondo me un altro fantastico racconto (come tutti del resto! ;))

    Rispondi

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