Scie chimiche

Sono appoggiato al davanzale della finestra e guardo fuori. Solo il cielo di novembre riesce a essere così terso, di un azzurro assoluto in cui potrei perdermi. Visto che sei al telefono, parlando fitto fitto con chissà chi, lascio vagare i pensieri nel blu. Due aerei solcano il cielo, lasciando una corta scia di vapore. Ricordo quand’ero bambino: guardavo un altro cielo, su cui volavano numerosi già allora, e nessuno si lasciava prendere da astruse teorie di complotti e scie chimiche. Un sorriso mi attraversa il viso, ricordando che, allora, ero convinto che l’aereo fosse composto di tutta la scia bianca, e che questa conteneva i sedili dei passeggeri. Preso dalle memorie, non mi sono accorto che mi sei alle spalle. Il tuo alito sul collo mi riporta alla realtà. Sorrido ma non mi volto verso di te. Assaporo la tua presenza, il tuo calore, dietro di me.
Mi posi le labbra sul collo. Chiudo gli occhi, continuando a vedere il celeste carico di cui mi sono riempito gli occhi. Le tue braccia mi cingono la vita. Sento i tuoi grossi seni premermi contro la schiena, il tuo respiro sul collo, mentre continui a baciarm. Infili una mano sotto la mia maglia, aperta, sul mio petto peloso. Mi accarezzi, mi sfiori un capezzolo, provocandomi un brivido.
Trattengo il respiro, mentre l’altra tua mano scende verso la cintola dei miei jeans, la sfiora, si fa strada dentro la stoffa dura. Espiro sonoramente quando la tua mano arriva al pube, entra negli slip e arriva a sfiorare il cazzo.
Ho ancora gli occhi chiusi, aspetto e bevo ogni tuo gesto. Inarco la schiena per un riflesso condizionato, ma anche per aderire di più a te, al tuo corpo caldo, morbido. Ti sollevi la maglia, sollevi la mia, e incolli i seni alla mia pelle. I tuoi capezzoli duri quasi pungono, in cima ai tuoi seni così morbidi. L’altra mano è arrivata al cazzo. Ancora non è duro: se ne riempie, insieme alle palle. Respiro profondamente, completamente abbandonato nelle tue mani. Sono tuo.
La mano va su e giù. In breve, il cazzo è premuto contro il ventre, duro. I tuoi seni premuti sul dorso. Le tua lingua mi lecca una guancia. Sono in estasi.
Sono in estasi, pur sapendo che è solo l’inizio.
Mi sfili la maglia, continuando a strofinare i seni contro di me. Mi slacci i jeans, ti sento liberare dei tuoi. Torni a incollare il pube al mio culo. Il calore della tua fica umida mi scalda le natiche. Ce la muovi contro, lucidandomeli. La tua mano continua ad andare su e giù sul cazzo. Mi spingi in avanti, sul davanzale, costringendomi a chinarmi. Mi avvolgi col tuo corpo. La testa dietro la mia nuca, mi sussurri “porcello, sei mio”, i seni schiacciati sulla schiena, la fica premuta sul culo. Ho gli occhi chiusi, respiro affannosamente. Il tuo profumo, che respiro a pieni polmoni, misto ormai a quello che sale dall’eccitazione della tua fica, mi ubriaca.
Una mano sul cazzo, l’altra fra le natiche. Un dito mi sfiora il perineo, poi l’ano. Me lo metti in bocca, spingendomelo dentro fino alle nocche, poi torni a tormentarmi il culo. Contraggo l’ano. Quando sento la pressione del tuo medio aumentare, rilasso, facendomelo scivolare dentro. Spingi senza pietà, fino in fondo. Il tuo dito in culo, tutto. Il cazzo nella tua mano. Potrei morire, adesso.
Ma il meglio deve ancora venire. Dopo aver spinto ripetutamente il dito dentro, segandomi delicatamente, lo tiri fuori. Mi afferri il cazzo con una mano e mi ti tiri dietro, come al guinzaglio. Come colta da un pensiero improvviso, ti fermi davanti allo specchio. Eccomi, nudo, e tu dietro di me. La testa che spunta su una mia spalla, le mani sul mio petto, passando sotto le ascelle. Scendono, fino al pube, fino a sfiorarmi il cazzo, tornano tu. Una sul petto, una sul viso, mi accarezzi una guancia. Mi lasci lì, dirigendoti al comodino. Il distacco dal tuo corpo caldo mi provoca un brivido. Torni, dopo aver indossato il cazzo di gomma. Lo strap, come ti piace chiamarlo. Mi spingi in avanti, fino a farmi arrivare carponi. Ti vedo nello specchio, in piedi alle mie spalle, autoritaria, maschia. Ti inginocchi alle mie spalle, senza smettere ti toccarti il cazzo come farebbe un maschio arrapato. Lo vedo già unto: non hai perso tempo, hai urgenza di scoparmi. Lo strusci fra le mie chiappe, indugiando sul buco. Mi accarezzi la schiena, il culo. Non resisti, e mi dai qualche schiaffo sulle natiche. Non fa male, anzi, mi eccita. Sono così eccitato che il tuo cazzo mi entra dentro con relativa facilità. Mi guardi negli occhi attraverso lo specchio, orgogliosa di dominarmi. Hai un rictus che ricorda un sorriso, ma sembra soprattutto soddisfazione. Affondi, con calcolata lentezza, tutto il cazzo dentro di me. Aumenti piano piano il ritmo, con poderose spinte del bacino. C’è qualcosa nel tuo sguardo che mi ti fa credere altrove e mi lascia perplesso.
Sento bussare alla porta, maledicendo chiunque possa avere il pessimo gusto di interromperci.
Tranquilla, invece, ti sento gridare: “Entra, è aperto!”
Arriva Danny, con i jeans e un top molto femminile, che gli lascia scoperti gli addominali. L’ho sempre trovato sexy, ma ora mi imbarazza averlo davanti mentre sono carponi con un cazzo nel culo.
Vi sorridete. Ora capisco a cosa pensavi poco fa. Danny si sbottona i jeans, tenendo il top.
“Dai qualcosa da succhiare alla mia puttanella!”, ti sento dire sorridendo.
Mentre vedo la sua erezione crescergli in mano, le pulsazioni del mio cuore mi assordano. Si avvicina col cazzo al mio viso, strusciandomelo sulle labbra, sugli occhi. Apro la bocca, avido, e lo lecco, dalle palle alla punta. Scopre il glande, lo bacio delicatamente, poi me lo lascio scivolare in bocca. La scena sembra eccitarti non poco, a giudicare dalle poderose spinte del tuo bacino verso il mio culo. Il corpo di Danny è liscio, addirittura più liscio del tuo, anche se non mi sognerei mai di dirtelo. Ora sono in mezzo a una morsa: Danny spinge il bacino offrendomi il suo bel cazzo da succhiare, e tu spingi il tuo strapon nel mio culo. Mi accarezzi la schiena. Di tanto in tanto mi schiaffeggi le natiche, come si vede fare nei film porno. Penso che devi averne visti parecchi, a giudicare anche da come ti muovi, e dalla sicurezza con cui lo fai. Spingi sempre più forte, mentre spompino Danny con voracità. Sento sulla lingua una prima goccia di sperma, e divento ancora più famelico, più zoccola. Mi lascio scivolare il cazzo fino in gola, mentre tu m’inculi senza pietà. Con una mezza acrobazia, riuscite anche a baciarvi, al di sopra del mio corpo sudato.
La tua mano scende sotto il mio corpo, mi accarezza le palle, mi sega dolcemente. La mia bocca è sempre più veloce, il suo cazzo sempre più in fondo, il tuo sempre più veloce, il tuo bacino pompa, la tua mano è frenetica.
L’orgasmo di Danny che mi sborra in bocca scatena il mio, che vengo nella tua mano, e sento anche te venire, solo per il contatto dello strapon e del mio culo.
Mi fai leccare le tue dita impiastricciate del mio sperma, mentre raccolgo con la lingua una goccia di quello di Danny …

7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. agatagrop
    Nov 12, 2014 @ 23:48:56

    Il colpo di scena di Danny non me l’aspettavo e mi ha fatto sorridere! Mi piace la tua testolina. Mi è piaciuto il dettaglio del bacio dei due sopra di te. Anche io e Cavia ci siamo baciati mentre il Gvp era in ginocchio tra di noi… Mi mancavano i tuoi racconti!!

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  2. "Cippe's"
    Nov 27, 2014 @ 23:21:16

    Quanto mi piacciono i tuoi racconti!! 🙂

    Rispondi

  3. "Cippe's"
    Nov 27, 2014 @ 23:22:13

    Ma quanto mi piacciono i tuoi racconti!! 🙂

    Rispondi

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