Sguardi

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La tua mano, sulla mia nuca, spinge con decisione la testa verso il suo cazzo. Ne sono quasi intimidito: un enorme cazzo nero, pulsante, con le venature in rilievo. Lui ti sorride, un bel sorriso franco che mi mette a mio agio.

Avrei dovuto sospettare, quando hai deciso di ospitare un profugo, che ci doveva essere qualcosa sotto. La cosa che più mi sconcerta è pensare a come tu abbia fatto a portare un perfetto sconosciuto dov’è adesso.

Mi accarezzi la schiena, mentre incomincio timidamente a baciare il cazzo. E’ così bello che ho intenzione di gustarlo lentamente. Lo afferro, di lato, con le labbra a pinza e le lascio scivolare su e giù.
Lo bacio ancora, lo lecco, gli lecco le palle. Me le lascio scivolare in bocca, una alla volta, succhiandole con delicatezza. Scopro il glande, lucido, viola. Lo lecco, tenendo gli occhi ben aperti piantati nel viso di Michel: voglio gustarmi il momento in cui chiude gli occhi, irrigidendo ogni muscolo del corpo. Le dita affondano del lenzuolo, artigliandolo. Si morde il labbro inferiore. Le tue mani, sempre addosso a me, mi fanno bene alla salute, come sempre.
Mi accarezzi la testa e la schiena. Mi baci. Di tanto in tanto accarezzi lui, sulle cosce, sul ventre.
Apro la bocca, adesso, e la chiudo intorno al cazzo, scivolando giù, fino alle palle. Lo sento fino in gola. Per la verità, se arrivassi davvero con le labbra alle palle, dovrei averne una parte nell’esofago.

La radio, che fino a poco fa trasmetteva un pezzo di Coltrane, diffonde notizie, come sempre allegre. La speaker di True radio dà la notizia della decapitazione di un giornalista: “Il giornalista, da tempo nelle mani della CIA per aver scoperto i loschi traffici operati dagli USA in Irak, che tengono il paese in perenne guerra per continuare a commerciare armi e aiuti, è stato decapitato da un finto terrorista per giustificare i prossimi raid aerei nel paese.”

La mia mano stretta intorno alla base del cazzo, glielo sto succhiando con dedizione, con la lingua che fuoriesce ad accarezzargli le palle. Le mie mani sono sui suoi fianchi. Il suo odore di maschio invade la stanza. Sento i tuoi seni premuti sulla schiena. La tua bocca sull’orecchio mi sussurra: “sei una pompinara perfetta, vorrei avere un cazzo da farti succhiare …”
Le tue parole danno ulteriore enfasi alla foga con cui glielo stavo succhiando.
Mi afferri la testa e mi costringi a baciarti, con l’evidente disappunto di Michel. Gli sorridi, ti sorride. Ti sdrai sulla schiena, gambe aperte, e mi inviti a venirti su. Ho il cazzo così duro che appena lo poggio sul tuo clitoride, scivola dentro come se avesse una volontà propria. Appena è tutto dentro, mi fermo, ti bacio. Ti succhio le labbra, ti lecco il viso, il collo, ti lecco i capezzoli. Ne mordo delicatamente uno. Sento adesso le mani di Michel sulla schiena, che mi accarezzano. Una scende fino ad arrivare alle natiche. Due dita mi sfiorano l’ano, il perineo, le palle. Lo sento sputare, e un dito si insinua piano dentro di me. Ho le pulsazioni al limite. Il dito lascia spazio alla punta del cazzo. Lentamente, me lo spinge dentro, tutto. Almeno questa è la mia sensazione: ho ancora negli occhi l’immagine di quando me lo sono trovato davanti, enorme.
Un gemito all’unisono, di Michel e mio, e tu mi abbracci forte, stringendomi fino a farmi sentire le tue tette strizzate sul petto. Mi artigli le natiche, tacito ordine di scoparti. Sono travolto da sensazioni contrastanti, mentre affondo dentro di te, con lui che affonda in me, alle mie spalle. Gemo, ansimo, tu sembri quasi serena, anche se immagino quanto te la stia godendo, per te, per me …
Inarco la schiena, per poter meglio affondare i colpi dentro di te. Michel mi sorprende, abbracciandomi da dietro, le mani aperte sul petto, dita che mi tormentano i capezzoli, e intanto affonda sempre più dentro il mio culo. Sento che sto per esplodere. Ho gli occhi chiusi, quando mi arriva il tuo imperioso: “non azzardarti a venire, non ancora!”
E’ solo un attimo: Stretto nella morsa della braccia di lui, le mie lungo i fianchi, il mio bacino che affonda dentro il tuo, con la forza aumentata dai contraccolpi che ricevo da Michel, vengo senza freni, mentre lui mi stringe ancora più forte riempendomi di sborra.
Mi accascio sul suo petto, riverso all’indietro. Non ho il coraggio di guardarti.

6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. manutheartist
    Set 08, 2014 @ 21:58:54

    Bollente…

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  2. agatagrop
    Set 09, 2014 @ 18:00:28

    Ovviamente degno della aspettative! Anzi credo che prenderò in prestito la storia per sbisbigliarla nell’orecchio della Cavia la prossima volta che lo vedo 😛

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  3. cerasacattiva
    Set 10, 2014 @ 21:11:54

    ho scoperto il blog da poco ma l’ho letto tutto d’un fiato, molto…coinvolgente 🙂

    Rispondi

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