Guardami

Ho scoperto che mi eccito molto quando mi guardano.
Ero ancora adolescente. Mi masturbavo alla finestra e immaginavo che ci fossero chissà quanti occhi puntati su di me.
In verità mi bastava sentire il calore del sole diretto sulla pelle, che scaldava non solo l’epidermide, ma anche le labbra della fica.
E sentivo scendere il mio umore verso il buco del culo.
Mi sentivo bagnata solo al pensiero di non sapere da quale parte questi occhi stessero guardando.
Oppure al mare.
Quando allargavo le gambe proprio davanti a “lui”, il perfetto sconosciuto sdraiato a pochi metri.
Le allargavo e le stringevo, come fosse un movimento naturale. Ma stavo attenta che il movimento riuscisse a spostare lo slip dalla fica, permettendogli di guardarmela.
E più mi accorgevo che stava funzionando, più la danza si faceva interessante.
Non stupirti quindi ora, se te l’ho proposto.
In fondo è facile.
Ho individuato su internet un sito di chat. Porno, chiaramente.
Era un po’ che lo osservavo. Non senza effetti secondari.
Ho amato in particolare le donne che si masturbavano, forse per invidia.
Ci vuole classe anche nell’esibizione di un puro atto meccanico.
Un po’ di vedo-non vedo. Non tanto.
Un po’ di movimento lento e sensuale che porti all’esposizione della fica.
E poi non avere fretta di raggiungere l’orgasmo.
Ma farlo durare, trasmettendo a tutti quei porci che ti stanno guardano, quanta voglia di cazzo e di sborra hai veramente.
Il mio pc è già pronto. Ho scelto un nick che mi è sempre piaciuto, Circe. Grande succhiacazzi Circe, secondo me.
Tu intanto ti sei connesso da utente e ti prepari a guardare lo spettacolo.
Io comodamente sdraiata sul letto, ancora un po’ vestita e tu poco distante, con il tuo pc.
Mi cerchi fra le decine di cam.
Comincio a darmi da fare. I tuoi occhi si spostano dalla cam al letto, dal letto alla cam.
Lo spettacolo comincia a piacere. Sono sotto gli occhi di tanti, e io impazzisco dall’eccitazione. Li sento tutti quegli occhi, che mi frugano dentro, mi aprono le gambe, mi scivolano sui capezzoli.
Lo spettacolo comincia a piacere anche a te.
Sei lì, con il cazzo dritto, ancora non lo tocchi. A fatica, ma ancora non lo stai toccando.
Leggi i commenti di uomini arrapati che si menano il cazzo e mi chiedono di fare cose.
E io accontento tutti, e rispondo.
Mi tocco la figa. Offro un primo piano. La vedono tutti, bagnata e gonfia.
E tu la vedi sullo schermo, e ne senti l’odore, ne senti il rumore.
La mano comincia a menarlo. Hai lo sguardo eccitato, la cappella rossa e tesa.
Un peccato essere ancora lontani. Ma questo è il gioco di oggi.
Mi dici qualcosa. Sì, mi chiami troia, come darti torto…
Sono una gran troia, e più me lo dici, più me lo scrivono,  più vicino sento salire l’orgasmo.
Tre dita nella figa. Qualcuno mi chiede la mano. Non di sposarlo, ma dentro.
Ti eccita vedermi scopata con gli occhi dagli altri.
Capisco che ti manca poco, lo capisco dal movimento della mano, dagli occhi, dalla voce che esce a fatica.
Dal tuo sguardo che non si sposta più dal video.
Mi scopano ancora. Mi scoperanno tutta la notte.
Ma io ora godo, mi sbatto la figa davanti a tutti e godo. E tu non trattieni l’orgasmo e schizzi. Ti avvicini. E mi schizzi sui seni.
E il tuo seme sarà l’unica cosa che vedranno di te, strisce di sborra lattiginosa che mi ricoprono i capezzoli.
E il mio indice che la raccoglie per sparire dal video verso la bocca.
Non c’è da stupirsi, se per tutta la notte ho rincorso altri orgasmi..

Immagine

Specchio

 

 

Guardo la nostra immagine nello specchio. Sono seduto sul letto, nudo. Tu sei dietro di me e mi stai mordendo l’orecchio – questo lo so anche senza guardare lo specchio – e mi abbracci stretto. Con un dito giochi su un mio capezzolo, il braccio che mi attraversa il petto, quasi togliendomi il respiro per quanto mi preme sulla gola. L’altra mano, fra le mie cosce, tiene le mie palle e schiaccia il cazzo contro il ventre. Attraverso lo specchio, mi guardi e sorridi. La mano stringe ora il cazzo duro, e va  giù scoprendo il glande. Ti fermi, osservi, e poi torni su. Mi sento un oggetto nelle tue mani. Un oggetto prezioso, s’intende: la nostra passione reciproca ci rende ricchi l’uno dell’altra.

Il palmo aperto scivola sul petto, fra i peli, si ferma su un capezzolo, ci gioca un po’, poi passa sull’altro e stringi indice e pollice, provocandomi un brivido. Il capezzolo s’inturgidisce e tu, con maggior soddisfazione, pizzichi ancora. La mano sul cazzo va su e giù quasi indolente, per un po’, tanto che mi sento quasi cullato dai tuoi gesti. Mi stringi più forte, allora, e sento la tua fica muoversi contro il culo, come se volessi scoparmi. Il calore umido dei tuoi peli e della fica aperta mi manda in estasi, e ancora di più il sentirmi così completamente tuo. Adesso il movimento del tuo bacino si va rinvigorendo, e mi dai dei veri e propri colpi sul culo con la fica. Il ritmo della mano che stringe il cazzo è salito, come la mia temperatura. E come pure la pressione dell’altra mano sul petto, e delle dita quando mi stringi i capezzoli. Mai dolore mi ha dato più piacere di questo. Lo sai e insisti. Conosci così bene il mio corpo che sai quando rallentare, fin quasi a fermarti, per poi riprendere a segarmi con forza, a leccarmi il collo e il viso e a disegnare cerchi con le dita intorno ai miei capezzoli.

Mi stai scopando, adesso, mi stai scopando il culo con la fica. Se avessi un cazzo, ora lo sentirei premermi fra le natiche, salire verso la schiena e poi tornare a lambire il buco del culo.Quando riesco a tenere gli occhi aperti, guardo tutto nello specchio, guardo te che padroneggi il mio corpo,  e che hai  gli occhi bene aperti, invece.

Improvvisamente, affondi i denti in una spalla, mi mordi così forte che mi scappa un grido, ma non molli. La tua mano va su e giù sul cazzo, stretto fino al parossismo, sempre più velocemente. La fica mi dà dei colpi possenti sul culo. Poggi un dito sul frenulo e lì mi massaggi il cazzo, senza smettere di torcerlo e di dimenarti contro di me. Faccio uno sforzo per tenere gli occhi aperti mentre arriva l’onda immensa dell’orgasmo. Forse è questo a sorprenderti, e il primo schizzo si perde in alto per poi ricadere sul pavimento. Prima che ci arrivi, però, uno sguardo malizioso compare sul tuo viso, mentre orienti il cazzo verso lo specchio. Gli schizzi successivi, infatti, vanno a infrangersi e attaccarsi sullo specchio.

Non hanno ancora incominciato a colare, che porti le dita impiastricciate alla bocca e le lecchi. E mi fai venir voglia di ricominciare …